Genio, genialità e implicazioni ambientali

Genio, genialità e implicazioni ambientali

Questo articolo nasce dalla proposta di una donna che stimo e ammiro, Barbara Avanzini, relativamente a un’intervista a cui mi chiedeva di sottopormi (potete trovare il video in oggetto e alcune informazioni che la riguardano a fine articolo); così ho accettato onorata, ed eccomi qui a scrivere e sviluppare in breve quanto trattato.

Tutto è stato ispirato da un libro, “L’amica geniale”, di Elena Ferrante.

Il primo spunto di riflessione è stato fornito dalla differenza che la nostra cultura compie fra il termine genio, declinato al genere maschile, e genialità, indicante la creatività e la vivacità intellettiva più in generale.

Genio, genialità e implicazioni ambientali

Abbiamo proseguito addentrandoci nell’importanza dell’ambiente a riguardo (per i dettagli e gli approfondimenti vi rimando all’intervista allegata in fondo all’articolo), poichè è l’aria che respiriamo e la terra su cui poggiamo, oltre allo spazio in cui creiamo determinate connessioni neuronali e programmazioni neurolinguistiche, le quali permangono nel tempo, che ne siamo consapevoli o meno (certamente più rimangono a livello inconscio e più condizionano l’andamento, lo svolgimento della nostra Vita).

Nel contemplare ed elaborare lo scritto di Elena poi, mi è parso che la protagonista principale (Lenù, la “brava ragazza”) e la sua amica di riferimento, Lila (emblema della vita intelligente, misteriosa e ribelle), esprimessero la danza perpetua fra Luce e Ombra, tendente a culminare nell’integrazione degli opposti, in altre parole nell’inclusione, nella risignificazione dell’esperienza, tesaurizzandone gli insegnamenti.

Genio, genialità e implicazioni ambientali
“Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla Coscienza l’oscurità interiore” Carl Gustav Jung

Per raggiungere questo livello di apprendimento funzionale e costruttivo, non possiamo prescindere dallo sviluppo dell’intelligenza emotiva, tanto nominata, trattata e approfondita da Daniel Goleman, e non solo.

Goleman crede fermamente che chi impara a padroneggiare tale forma di intelligenza, forse più bistrattata nel momento storico attuale, acquisisce le competenze preziose di consapevolezza, autoregolazione, abilità sociale, empatia, motivazione e di conseguenza sicurezza esponenziale per dirigere la mente, innalzare l’autostima percepita, aumentare il benessere globale e raggiungere gli obiettivi prefissati utili alla nostra evoluzione, nel rispetto di tutti gli esseri. Siamo quello che pensiamo, e ciò che partoriamo dipende dalle emozioni che ci attraversano e da come le gestiamo e consideriamo.

Genio, genialità e implicazioni ambientali
“C’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce” Leonard Cohen

Inoltre non si può prescindere dalla sensazione di frattura rispetto alla vecchia identità percepita (è un certosino lavoro di disidentificazione dalla matrice originaria che ci ha cresciuti e accuditi fino a quel momento), incluse le appartenenze culturali e le credenze condizionanti, potenzianti o limitanti.

Un passaggio essenziale per percepire e manifestare la propria realizzazione sta nel coniugare e nutrire dunque varie abilità, innate e apprese, consapevolizzare i propri valori fondanti, coltivare i propri interessi, porsi degli obiettivi e possedere una visione d’insieme più oggettiva e distaccata possibile; a supporto di ciò, l’educazione svolge un ruolo a lungo termine fondamentale a mio parere.

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La vita è un viaggio affascinante, come ben esprime in un componimento per me sublime e illuminante Costantino Kavafis, il quale brano ritengo meriti di essere citato e riportato come spunto di riflessione.

Itaca


Quando inizierai il tuo viaggio verso Itaca,
prega che la strada sia lunga,
ricca di avventure, ricca di conoscenza.
Lestrigoni e Ciclopi,
Poseidone furioso – non averne timore:
non ne incontrerai mai sul tuo cammino,
se i tuoi pensieri rimarranno alti, se una gentile
emozione accarezzerà il tuo spirito e il tuo corpo.
se già non li porti dentro la tua anima,
se l’anima non li frapporrà ai tuoi passi.
Prega che la strada sia lunga.
Che le mattine d’estate siano molte, quando
con grande piacere, con grande gioia,
entrerai per la prima volta in porti mai visti;
fermati ai mercati fenici,
compra le merci migliori,
di madreperla e corallo, ambra ed avorio,
caldi profumi di ogni genere –
profumi caldi quanti ne puoi portare.
Visita molte città egizie,
per imparare ancora ed ancora dai sapienti.
Tieni sempre Itaca a mente:
raggiungerla è il tuo ultimo scopo.
Non affrettare però minimamente il viaggio,
meglio lasciarlo durare molti anni;
attraccare alfine all’isola quando sarai vecchio,
ricco di tutto ciò che avrai raccolto per strada,
senza pretendere che Itaca ti offra altri tesori.
Itaca ti ha donato il Viaggio meraviglioso.
Senza di lei tu non saresti mai partito per la tua via.
Essa non ha null’altro da offrirti.
Se la troverai povera, non credere che Itaca t’abbia ingannato.
Saggio come sei diventato, con sì tanta esperienza,
avrai già compreso cosa Itaca realmente rappresenti.

Costantino Kavafis

Imparare a sentire e fluire con l’Esistenza

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“Il vostro compito non è cercare l’Amore, ma, semplicemente, cercare e trovare dentro di noi tutte le barriere che avete costruito contro di esso”. Jalāl al-Dīn Muḥammad Rūmī (in persiano جلال‌الدین محمد رومی‎), poeta mistico.

A questo punto è meritevole un inciso che ci permetta di fare il passaggio dal pensare al sentire.

Come raggiungerlo? Coltivando il silenzio, quel momento santo e nel contempo tanto temuto, perchè ci mette in contatto con le sensazioni fisiche corporee, quelle emotive, i pensieri, le immagini, il nostro dolore, i demoni e i fantasmi che ci abitano, turbano e che esiliamo accuratamente, salvo poi accorgerci che sbucano fuori controllo per chiedere di essere ascoltati e attraversati, al fine di guarire e sperimentare autenticamente la libertà, la felicità e il puro Amore incondizionato.

Ma cosa accade dentro di noi realmente quando proviamo malessere? Quali delle nostre personalità sta agendo a nostra insaputa, e perché? Freud affermava a tal proposito che “L’ Io non è padrone in casa propria”, poiché l’ inconscio generalmente è più preponderante, se non si compie un lavoro su sé stessi.

Fra i vari approcci che possono fare chiarezza e supportarci in un piano d’azione terapeutico, oggi ci viene in aiuto quello transegenerazionale.

L’ accattivante campo transgenerazionale: decodificarne i messaggi

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Di cosa si occupa l’approccio transgenerazionale e come possiamo fruirne per la crescita globale della nostra persona?

Tratta del progetto di vita di un individuo, definito “progetto senso” e considerato frutto dei compiti di compensazione del destino familiare che egli ha ricevuto fin dal momento del suo concepimento. Sul figlio i genitori proiettano sogni e aspettative talvolta inconsce.

Il mancato adempimento delle missioni di compensazione assegnate dal clan familiare crea un conflitto interiore – anch’esso sovente inconsapevole -che spinge l’individuo a manifestare una sorta di auto sabotaggio.

Ecco allora l’importanza vitale di deprogrammarsi (e si torna alla programmazione neurolinguistica e al suo più virtuoso utilizzo), per realizzare autenticamente il proprio progetto di Vita, deresponsabilizzandosi dalle eredità degli Avi che non ci appartengono e ringraziandoli, benedicendoli per le lezioni apprese tramite loro.

Non mi resta che mettermi a vostro servizio per ulteriori delucidazioni, vi auguro una buona e consapevole educazione a trecentosessanta gradi e nel frattempo…buona visione del video sottostante!

Alcuni cenni su Barbara Avanzini…

Nata a Milano il 26 settembre 1958. il suo percorso di studi si è svolto in Emilia-Romagna, presso il Liceo Scientifico G.Marconi a Parma e all’Università degli studi di Bologna, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia la laurea in Letterature e Lingue Straniere Moderne ( Spagnolo e francese) con lode.

E’ seguito il Master in Storia della lingua e traduzione francese con lode alla libera Università di Urbino.

Ha prestato servizio per quarant’anni come insegnante di lingua e letteratura francese e spagnola effettuando corsi serali e diurni presso il Comune di Milano, di Sesto San Giovanni, e presso Istituti Statali della provincia di Milano.

Ultima esperienza presso l’ Istituto Primo Levi di Bollate (17 anni), dove ha messo in atto competenze di gestione di scambi linguistici e di progetti europei Comenius e Esabac per la lingua francese.

Pratica teatrale a livello personale e scolastico, anche in lingua straniera.

Ritirata dal lavoro, scrive racconti e monologhi.

Spettacolo teatrale diretto e scritto presso la Biblioteca del Comune di Cesate il 25 maggio 2022, ” Donne da ricordare in scena”.

Collabora con la pagina Facebook di Universal talk, attualmente con la rubrica “Letture Vagabonde” di libri e suggerimenti cinematografici trasmessa su Canale YouTube Barbara e Vittorio.

Collabora per il giornale on- line “ilbello.info” .

Con Vittorio Tagliabue e Chiara Virzì, oltre alla rubrica ” Letture Vagabonde”, informa e sensibilizza al verde tramite la rubrica “A spasso con le piante” per la pagina facebook di Universal talk e per il canale YouTube Barbara e Vittorio.

Contadina attiva dell’orto sociale di Cesate (MI).

Ha scritto sei raccolte di racconti, di cui quattro pubblicate: “Luoghi: care persone”, “Magari”, “Una vita in prestito”, “Donne da ricordare in scena”.

“Il carciofo dal tenero cuore ” è stato pubblicato da Historica edizioni.

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