Chiaramente

di Chiara Virzì
Lo Yoga e le sue manifestazioni..deputate ai ragazzi

Lo Yoga e le sue manifestazioni..deputate ai ragazzi

Perché insegnare lo yoga a ragazzi ed adolescenti  

Siamo in un’ epoca storica dove i social sono diventati un passatempo di chiusura relazionale, un modo per allontanarsi dalla realtà, vivendo un’ esistenza parallela a quella reale.  

Quando eravamo ragazzi noi bastava uscire di casa, fare una passeggiata con gli amici e la  giornata era già bellissima; ci si confrontava, ci si divertiva e rideva di piu’, con soddisfazione ed in leggerezza e libertà d’animo.

Ad oggi, specialmente nel mondo dei ragazzi e degli adolescenti, è tutto mirato all’immagine e  basta un minimo di inadeguatezza (tipico nei ragazzi adolescenti) che si tende a chiudersi, non uscire.  

La fase adolescenziale è un momento delicato di passaggio e di cambiamento della loro vita,  che se non viene vissuta con equilibrio degenera in una condizione di disequilibrio psico-fisico, generando una condizione di disagio che si manifesta con paure, insicurezza, sfiducia  in sé stessi e nel mondo esterno.

I ragazzi possono trarre grande vantaggio dalla pratica  yogica, che ha come obiettivo quello di integrare lo stato fisico con quello mentale.

L’approccio che ha lo yoga è basato sulla sobrietà, la rinuncia al superfluo, un’autentica  socializzazione e lo sviluppo della consapevolezza, non solo con strumenti cognitivi, ma  anche con la percezione del proprio corpo, del proprio sé e di ciò che ci circonda.

La pratica  Yoga crea scioltezza nel corpo e parallelamente sviluppa la capacità di osservare le proprie emozioni.  Questo processo conduce progressivamente a prendere coscienza della propria forza e  delle proprie risorse ancora inespresse. Aumenta la forza di volontà e il senso di autostima.  

Gli Obiettivi di un corso di yoga per ragazzi e adolescenti sono :

– Migliorare il rapporto con il proprio corpo 

– Migliorare la postura e la scioltezza della colonna vertebrale

– Migliorare la respirazione 

– Conoscere, accettare e ove possibile superare gradualmente i propri limiti 

– Guidare la propria energia per esprimere la forza interiore 

-Migliorare e rafforzare i rapporti con le persone che hanno intorno 

-Migliorare la concentrazione e l’apprendimento scolastico.  

In che modo insegno lo yoga a ragazzi e adolescenti?  

Asana ed alcune sequenze

Nelle pratiche per adolescenti ci dev’essere un equilibrio armonioso tra  le asana scelte, su misura rispetto ai bisogni e lo stato specifico della ragazza o del ragazzo in quel particolare momento vissuto. 

La pratica non dev’essere troppo energica e nemmeno troppo rilassante.  

Una pratica YIN (calma) se parliamo di soggetti introversi andrebbe  ad accentuare uno stato di chiusura, mentre una pratica troppo energizzante  (YANG) porterebbe uno squilibrio in eccesso.  

Per questo si prediligono pratiche equilibranti. 

Da qui si capisce che non tutte le posizioni possono andare bene. 

Asana di base:  

Tadasana

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AdhoMukna svanasana

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Variante /adho Mukna svanasana    Lo Yoga e le sue manifestazioni..deputate ai ragazzi   

Marjariasana

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Variante

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Asana in piedi: lavorano sull’equilibrio ed il radicamento:  Virabadrasana 1, 2,3; Variante Virabadrasana 1; Posizione in coppia

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Virabadrasana 2; Variante Virabadrasana 2 a coppia; Variante Vira badrasana 3  Lo Yoga e le sue manifestazioni..deputate ai ragazzi  Lo Yoga e le sue manifestazioni..deputate ai ragazzi

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Posizioni di apertura  ed inversioni

Le posizioni di apertura lavorano sull’emotività, vanno a calmare l’ansia e danno gioia e creatività.  

Sono posizioni che generano delle emozioni , quindi possono essere liberatorie; sono delicate dal punto  di vista fisico ed emotivo, quindi bisogna sempre sapere chi abbiamo davanti e saperle gestire nel giusto  modo.  

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Asana di forza, posizioni di riposo e di apertura delle anche

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Pratiche dinamiche e saluto al sole

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Crescita personale  

Gestire le emozioni:  

Secondo la filosofia Buddista le emozioni possono essere suddivise in due categorie, le emozioni positive  che generano in noi gioia e benessere e non ci creano problemi, e quelle che porterebbero alla  sofferenza, chiamate afflizioni mentali o veleno della mente, perché oltre ad  offuscare la mente condizionano anche la realtà.  

Tuttavia , nonostante offuschino la nostra luce è necesario saperle vivere, riconoscerle e trasformarle  positivamente.  

La collera:  

Si manifesta in maniera esplosiva, vulcanica, incontrollabile ed incontenibile.  

La voce, alterata, diventa stridula, urlata. Lo scoppio dell’ira rappresenta un tentativo di riaffermazione  di se stessi negli occhi altrui, e nasce da una sensazione di ingiustizia ed incomprensione.  

Manifestare la propria collera è salutare – se non rivolta contro l’altro -, perché ci riporta in equilibrio, anche se a volte ci fa sentire in  colpa ed inadeguati; imparando a trasformare quest’energia si modica anche il risultato finale.

Inoltre apprendere una comunicazione di tipo assertivo porterebbe a fare valere i propri  diritti, ottenendo un atteggiamento di maggiore apertura dalla parte di chi ci ascolta.  

Tristezza  

Le energie e le emozioni si affievoliscono, cosi come il nostro entusiasmo.  

Siamo ripiegati su noi stessi e facciamo esperienza dell’abbandono e della perdita.

Anche il corpo  esprime questo disagio con la sua postura, le spalle curve e la schiena arrotondata.  

Imparare a vivere la tristezza in consapevoleza allontana da automatismi impulsivi e fornisce la possibilità di essere sè stessi,  consentendo di intraprendere il cammino della rinascita.  

Vivere quest’emozione vuol dire prendersi una pausa, fermarsi per rigenerarsi e partire. 

Crescere è anche tollerare questi momenti.  

Angoscia  

Si riconosce dal nodo in gola, associata a vertigine e palpitazione; ne fanno parte anche l’ansia e la paura,  magari legate al timore di perdere qualcosa che amiamo tanto.  

La vergogna 

Puo’ essere interpretata come una bussola emozionale che ci indica diverse direzioni. Se si sperimenta questa sensazione per aver ad esempio tradito la fiducia di un amico o deluso le aspettative di chi si ama, significa che il nostro comportamento è andato contro la propria morale.

Quest’intimo dolore è simile  ad una fitta: dovrebbe essere un monito che risveglia la nostra etica e ci permette di agire in maniera  piu’ appropriata.

Nella fase adolescenziale il timore del giudizio dei coetanei puo’ determinare  l’insorgere di questa emozione e può apportare sensazioni paralizzanti.

Per affrancarsi  da questo tipo di vergogna è fondamentale comprendere che il giudizio altrui è relativo , parziale,  a volte pregiudizievole, mentre è essenziale chiedersi se le emozioni sperimentate producono un senso di serenità e pace, e se appagano la  nostra autostima.  

Bisogna porre sempre il nostro sentire al primo posto.  

La gioia  

Ha la caratteristica di fare risplendere chi la sente, e di contagiare chi è vicino; uno dei suoi aspetti  fondamentali consiste nella capacità di alleviare la sofferenza altrui. Chi è gioioso è caritatevole e buono, e la riscopre a partiredal proprio mondo interno.

L’innamoramento  

Come si riconosce?  

Siamo sulle nuvole, siamo portati a curarci un po di piu’ per piacere.  

L’innamoramento è un fenomeno affettivo diverso dall’amore; inizia con un pensiero diretto specificatamente ad una persona ed è una fase dove si  sogna ad occhi aperti, mentre l’amore è una scelta e contemporaneamente un impegno.

Nello spazio mentale che si apre tra passato e futuro prende posto il compagno di una storia che si  vorrebbe eterna; se cosi non fosse, bisogna essere pronti a ricominciare, perché vivere ed amare  possono essere verbi intercambiabili.  

L’invidia  

Chiediamoci sempre di chi e di cosa dovremmo essere invidiosi. Spesso l’invidia è indice di poca  autostima.  

Ci possono essere due tipi di invidia:

  • l’invida fisica, ovvero invidiare una persona per i suoi lineamenti ed il  fisico; nel fare un confronto col prossimo ci sminuiamo e non valorizziamo l’unicità di ognuno di noi.  
  • l’ invidia intellettuale (ad esempio verso una compagna che è brava a scuola); ottimo spunto per approfondire le dinamiche intervenute.

La tenerezza  

E’ alla radice del cuore di ogni amicizia e forma d’amore.

Non c’è memoria senza tenerezza, non c’è  ricordo d’infanzia o di adolescenza o di passaggio importante della nostra vita che, rivisitato per  conoscere meglio noi stessi o per indagare il vissuto delle nostre relazioni interpersonali, non contempli,  in fondo, un‘inevitabile tenerezza.  

La tenerezza è una spezia dell’anima, un condimento saporito ma al contempo leggero e delicato, capace di dare ad ogni giorno la giusta dose di gusto nelle cose, dei piaceri e delle nostre tante contraddizioni.  

Tenero è colui o colei che non rinuncerà a credere, prescindendo dall’età, a ricercare momenti morbidi e  delicati che tanto possono aiutarci quando è necessario vincere le nostre paure, le delusioni, i distacchi.  

La gelosia  

C’è sempre un pizzico di gelosia nei rapporti; essa ha due volti.  

L’aspetto positivo è che l’altro percepisce di essere amato , importante e prezioso (purchè la si sappia  dosare).  

La parte disfunzionale riguarda il possesso: ciò puo’ compromettere l’autonomia e l’indipendenza di chi si  ama.

I motivi di questa ossessione sono l’insicurezza ed un’insufficente autostima, che ci fa pensare di  non meritare amore.  

Dobbiamo quindi imparare a ricondurre in noi l’ascolto, perche’ solo approfondendo la nostra  conoscenza impareremo a vivere in modo equilibrato e sereno le nostre relazioni con l’altro.  

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Il respiro come strumento di controllo delle emozioni:  

Ujjai pranayama: respirazione del vittorioso, respirazione calmante.  

Utile per calmare gli animi e riportarsi verso una fase di ottimismo  

Bramary Pranayama: respirazione spazza pensieri, chiamata anche respirazione della felicità 

Nadi shodana (base): respirazione equilibrante; aiuta anche negli stati di tristezza.  

Viloma pranayama (base): respirazione equilibrante, calmante e di potenziamento per un buon utilizzo del  respiro.  

Respirazione con vocalizzazione AOUM, calmante, ottima per la rabbia.  

 ARTETERAPIA E MUSICOTERAPIA  in azione ed a supporto!

Alcune esemplificazioni:

Mi disegno ad occhi chiusi al suono della musica  

Per questo tipo esercizio si utilizzano musiche sottili con suoni della natura, oppure il suono del  pianoforte.  

Meditazione a ritmo di musica  

Durante questo esercizio verranno proposte una serie di musiche dalla INDIE , ROCK e musica classica, durante le quali gli allievi ad occhi chiusi dovranno disegnare cosa provano in quel momento.  

L’esercizio avrà la durata di almeno 10 minuti.  

Mandala di gruppo:  

Cooperazione nella co-costruzione del mandala di gruppo: un esercizio bellissimo che consolida la relazione (fino ad un massimo di 8 persone per gruppo).  

A ritmo di musica:  

E’ un esercizio di musicoterapia ottimo per lavorare sulla timidezza.

Ad occhi chiusi, gli allievi si  muoveranno a ritmo di musica, fino a fare diventare dei semplici gesti una vera e propria danza.  

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Meditazione:  

Trataka su candela.  

Questo esercizio aiutera’ ad aumentare la concentrazione e ad annullare ogni singolo pensiero disturbante, nel tempo e con la pratica assidua.  

L’esercizio si basa sul fissare lo sguardo su un lume di candela e sentire le emozioni che possono  affiorare.  

Questa meditazione si svolge a terra, da sdraiati, con ventre in giu’ e fissando un lumino acceso.  

Meditazione sulla gratitudine  

Si sta ad occhi chiusi in una comoda posizione, a gambe incrociate oppure sdraiati.

Ci si connette al  respiro naturale non forzato e a poco a poco ci si congiunge all’energia della madre terra, fonte di ogni  nutrimento.

In modo soft , lasciando spazio all’allievo di stare in silenzio e provare le prime sensazioni,  portiamo il praticante a sperimentare dentro di sé il rispetto e la profonda gratitudine nei confronti di  cio’ che lo circonda (natura, paesaggi, l’aria che inaliamo).

Dopo alcuni minuti si riapriranno gli occhi e si  farà scrivere su un foglio posto innanzi a loro cinque motivi o piu’ per essere grati.  

Meditazione con l’amica del cuore (puo’ essere anche un esercizio di respirazione): puo’ essere anche un buon esercizio per il respiro o per allineare e massaggiare la  schiena.

Si fa in coppia , schiena a schiena e le due persone possono tenersi per mano.

Gli occhi sono chiusi ed inizialmente ci si concentra sul respiro, che piano piano va all’unisono.

Una volta che la  sincronicità del respiro è stata raggiunta ed il respiro di ognuno si fa sempre piu’ profondo, a turno,  durante la fase dell’espirazione, si scende in avanti fino a poggiare la testa , o se possibile, la fronte a terra.  

La compagna dietro puo’ abbandonarsi ed eseguire il movimento, trovandosi infine con la nuca e le spalle  contro la schiena che la sostiene.  

Meditazione dell’abbraccio  

E’ una meditazione dinamica, dove tutti abbracciano tutti. Con turni di 3 minuti circa , accompagnati da  musica a tema.  

Questo tipo di meditazione aiuta ad aprire il cuore.  

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Regole generali

Una lezione di yoga per adolescenti puo’ avere una durata di cinquanta minuti circa.  

Se si propone questa attività nelle scuole, cercare di instaurare un dialogo interattivo e costante con la dirigente ed il corpo docente puo’ essere di  aiuto ed incrementa i benefici per la comunità intera.

Per la presentazione di un progetto, partire con un obiettivo preciso (ad esempio: dieci lezioni mirate sulla  concentrazione e l’apprendimento).  

Con gli adolescenti ci poniamo in modo semplice e naturale, senza troppi fronzoli.  

le difficoltà che ci sottopongono vanno accolte senza giudizio,  facendo capire loro quale lezione possono apprendere da quel tipo di esperienza.  

L’insegnante non dev’essere troppo rigido e nemmeno “amico” o “complice”, ma deve cercare di  mantenere un adeguato distacco.  

Gli allievi durante la lezione dovranno avere un abbigliamento comodo e semplice e dovranno essere  muniti di tappetino.  

Evitare nomignoli e soprannomi.  

Le lezioni iniziano tutte in cerchio, cercando di spiegare il concetto di unicità e accoglienza senza giudizio, nè aspettative o critiche e confronti.

…Bene, mi auguro di essere stata chiara ed esaustiva; sono a servizio per qualunque eventuale approfondimento per chi si approccia al mondo incantevole e misterioso dell’Universo ragazze e ragazzi.

Mi congedo da voi intanto con una mausica celestiale, un mantra cantato da Tina Turner ed i ragazzi, appunto.

Grazie.

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