L'ipnosi

L’ipnosi

L’ipnosi è il campo applicativo della scienze psicologiche più usato e tuttavia meno documentato, facendovi parte ogni approccio psicologico che utilizzi tecniche di fluttuazione dello stato di coscienza.

Oltre il 90% delle persone che hanno ricorso al modello in oggetto hanno riportato di aver avuto un esperienza significativa di miglioramento come risultato di questo intervento.

Il contesto ipnotico e’ generalmente stabilito mediante una procedura di induzione e le persone rispondono all’ipnosi in modi diversi, pur non perdendo il controllo sul loro comportamento, anche se ci si trova in uno stato modificato di coscienza.

Le comunicazioni verbali che l’ipnotista usa per raggiungere tali effetti vengono definite “suggestioni” e sono diverse dal tipo di istruzioni che vengono date nella quotidianità, perché implicano che una risposta “valida” sia vissuta dal soggetto come avente la caratteristica dell’involontarietà o dell’assenza di sforzo. L’ipnosi si focalizza su esperienze interne come i sentimenti, i pensieri e l’immaginazione. L’induzione consiste in una serie di istruzioni e suggestioni  che hanno lo scopo di aumentare la responsività del soggetto alle suggestioni che seguono.

Aree di intervento

  • apprendimento
  • relazioni
  • disturbi fobici e disfunzionali in genere
  • consapevolezza delle capacità personali
  • gestione del dolore
L'ipnosi

Milton Erickson

È riconosciuto come uno dei più importanti psicoterapeuti e ipnoterapeuti del Novecento. In particolare, rivoluzionò la prassi dell’ipnosi come approccio terapeutico e diede un apporto teorico e tecnico originale e innovativo alla terapia, sia concependo l’inconscio come gravido di risorse fondamentali per la guarigione (segnando così un distacco dalla concezione freudiana dell’inconscio quale serbatoio di conflitti rimossi), sia nell’uso innovativo di comunicazioni e compiti per il paziente. Il lavoro di Erickson ebbe una notevole influenza nello sviluppo di molte nuove terapie, teorie e approcci psicologici, come la terapia strategica, la psicoterapia breve o nelle sue varie forme, la programmazione neuro linguistica (PNL) e il Costruttivismo.

L’ipnosi Ericksoniana è simile a una normale conversazione.

Spesso può fare anche uso di metafore e di un linguaggio suadente e poetico e induce, rilassando il paziente, una sorta di trance ipnotica nel soggetto, cioè uno stato a metà tra il sonno e la veglia. Ciò è visibile quando il paziente presenta indicatori di trance: occhi semiaperti o chiusi, lievi stati di alterazione della coscienza (come leggere allucinazioni “semplici” – in genere suoni o colori – simili a sogni o percezioni del dormiveglia), rilassamento dei muscoli, respiro rallentato, possibile amnesia del periodo di trance, analgesia, leggero sonnambulismo, ecc. In questo modo, il terapeuta può suggerire delle piste di soluzione all’inconscio, aggirando le resistenze e la rimozione che la coscienza opporrebbe al cambiamento. Se sentendo la storia o ascoltando le parole del terapeuta, il paziente manifesta alcuni segni di trance, si è nelle condizioni necessarie per intervenire. Erickson, come Bateson, credeva che ognuno avesse una propria realtà autocostruita, e che entrarvi dentro e modificare le percezioni del paziente, parlando con l’inconscio, fosse l’unico modo di cambiarla. Era scettico verso i fenomeni religiosi e paranormali, ma assecondava il paziente se ciò serviva, poiché le convinzioni dell’individuo non andavano contrastate o ridicolizzate, ma “aggirate”; spesso, per far ciò, faceva uso di storie suggestive. Le prassi terapeutiche di Milton Erickson vennero studiate, analizzate e riprodotte secondo dinamiche di processo di psicoterapia veloce – il “Modellamento” – da Richard Bandler e da Johm Grinder, i co-fondatori della Programmazione neuro linguistica (PNL), realizzando un particolare modello di linguaggio, da essi denominato “Milton model” o “linguaggio vago”.

Numerose tecniche di ipnositerapia sono state sviluppate, riprese o generate dal lavoro del dott. Erickson, sempre incentrato sull’individualità del soggetto che gli si presentava.

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L’ipnoterapia “analgesica”

E’ il campo in cui mi sono specializzata e presenta delle sfide affascinanti, fra le quali modellare e ampliare le proprie credenze e conoscenze sul paziente – dunque anche mutare da persona a persona l’intervento, solo con qualche punto di riferimento cardine – e gestire la frustrazione che può intercorrere nel paziente, il quale sente il bisogno di superare il più velocemente possibile i disagi che lo inducono a soffrire.

Vi invito a prenotare una sessione e sperimentare la bellezza inaudita, misteriosa e così straordinariamente efficace di questo campo!

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