Chiaramente

di Chiara Virzì
La meraviglia nella meditazione

La meraviglia nella meditazione

Ho già trattato in precedenti articoli la scienza della meditazione e le sue pratiche.

Oggi ci concentriamo sulla bontà delle sue caratteristiche e la gioia illuminante che ne deriva.

Principali caratteristiche della meditazione

John Kabat Zinn, il maestro che ha donato questa pratica all’Occidente, individua le seguenti peculiarità:

  • l’assenza di giudizio (piacevole, spiacevole, neutro, bene, male…)
  • la pazienza
  • la mente del principiante: “Non (presumere di) sapere (come andrà a finire) è la più grande intimità (con noi stessi)”
  • astenersi dalla ricerca di un risultato, specie nell’immediatezza (zero aspettative)
  • l’accettazione radicale (che non è passività, ma accoglienza di ciò che siamo e cio che c’è, qui ed ora)
  • fiducia (nell’Esistenza sacra che si manifesta)
  • lasciare andare (lasciare fluire pensieri, emozioni, sensazioni fisiche ed immagini disidentificandoci da essi)
  • l’assenza di sforzo
  • non attaccamento (alle cose, alle persone, alle situazioni, ai progetti)
  • la gratitudine incondizionata ed attenta verso il miracolo che si compie sotto i nostri occhi continuamente
  • la generosità (l’amore incondizionato ed il desiderio di servire per il bene supremo nostro e di tutti gli esseri)

Gli elementi fondamentali della pratica sono :

prendere nota e sperimentare fino in fondo ciò che sta “sotto”.

Scovare la credenza di base depotenziante che agisce in automatico nella nostra preziosa vita- dirigendola a nostra insaputa – e trattandola col rigore e la curiosità di uno scienziato ed il cuore e la visione di un poeta: conoscerla per poi lasciarla andare e tornare a vivere pienamente.

Questi elementi tuttavia contano solo se riusciamo ad applicarli alla nostra vita.

Questa è la dignità della meditazione: incontrare la vera realtà -che è l’esperienza – e tornare al nostro io aperto, compassionevole ed amorevole.

Allora cominciate a capire cosa c’è sotto la superficie e cosa c’è sotto la vostra credenza di base sabotante: ci siete voi.

La meditazione è così importante perché ci permette di fare l’esperienza di stare con quello che la convinzione di base si è tanto sforzata di impedirci di sentire.

La convinzione di base è il nostro frenetico tentativo di rendere la vita solida, controllata ed in un certo senso fissa per lunghi periodi di tempo, “stabile”, in modo da non subire danni – o almeno pensiamo che così non subiremo danni – : questo è un modo di morire; pratica significa ricominciare a vivere.

Siate pazienti e perseverate in questo senso: allora scoverete la gioia insita in tutto ciò.

La meditazione è preziosa: è l’unico momento in cui potete vedere voi stessi e cosa sta accadendo; attenzione però: crogiolarsi ed ossessionarsi è ancora “pensare” all’esperienza, non abitarla.

Quando pensiamo senza fare davvero esperienza, la nostra vita in realtà manca di solidità e fermezza.

La meraviglia nella meditazione

Come sostiene – ed ha sperimentato personalmente – la meravigliosa maestra di buddismo zen, Charlotte Joko Beck: “La gioia è quello che sta accadendo, meno la nostra opinione a riguardo; significa che la vita ed io siamo la stessa cosa e c’è solo quello che sta succedendo: questo è gioioso.

Forse qualcuno di voi lo sa già, ma quando lo sapete davvero nel corpo lo sentite.

Allora incontrate la gioia con quello che c’è, senza farvi sballottare tanto da ogni piccolo sbandamento della vostra vita e senza opporvi resistenza.”

Mentre praticate, la vostra vita diventa sempre più libera del giudizio e dall’agitazione egocentrica.

Provate a sperimentare sinceramente una cosa al giorno che vi fa agitare.

Potete essere grati quando arriva la noia, perché significa che avete lo spazio per sperimentare quello che c’è sotto; nella misura in cui vi renderete conto di questo, comincerete ad essere disposti a sperimentare tutto.

Quando riuscirete a sperimentare la sofferenza invece di pensarci, ne verrete trasformati.

Piano piano vedrete voi stessi ed il resto della vostra vita sotto una luce nuova: non è mai completa, ma è sempre più presente.

Un lato della pratica esamina la convinzione di base mandando in pezzi la vostra idea della vita; l’altro lato della pratica è un lavoro accurato e meticoloso.

Nessuna delle due cose sembra divertente, ma.. allora perché pratichiamo?

Perché il nostro vero sé anela alla libertà ed alla spaziosità della vita vera.

Se volete che la vostra vita si trasformi in profondità, dovete stare dentro al caos.

Le parole chiave della pratica?

Guardare sinceramente

Osservare

Sentire.

Nel momento in cui smettete di pensare e fare, sentite.

La pratica ci consente di vivere una vita che abbia significato ed armonia; giudizio ed emotività iniziano a dirigere meno la nostra vita.

La meraviglia nella meditazione

La disciplina, l’audacia e la regolarità della meditazione costruiscono la nostra capacità di sperimentare la nostra vita in autenticità.

La posizione da tenere durante una meditazione formale

La pratica può essere formale o informale.

Quella formale si svolge da sdraiati o da seduti, nel silenzio, nel raccoglimento e nell’immobilità.

La pratica informale può svolgersi prestando attenzione mentre mangiamo – e facendo una cosa per volta -, o quando ci laviamo, camminiamo, o ascoltiamo e ci relazioniamo con il nostro interlocutore; si può sperimentare in ogni momento (o quasi), dipende dal nostro livello di pratica e dal grado di consapevolezza nel momento presente.

Afflosciarti durante la meditazione – piuttosto che mantenere una posizione eretta, seppur non rigida – è una manifestazione fisiologica della nostra convinzione di base limitante ed è anche un altro modo di evitare lo specchio che la nostra anima regge davanti a noi.

Lo specchio sta dicendo: “Svegliati, rimani sveglio”; non dice: “Devi essere così o cosa’ “, come pretende la nostra convinzione di base, ci ricorda Charlotte.

Se vi manterrete immobili durante la pratica, lo stato di tranquillità estrema sarà come lucidare uno specchio in modo da poter vedere chiaramente il vostro riflesso; se avete dolori tuttavia, cambiate pure la postura, e sceglietene una che sia proficua per voi (comunque una postura in cui poi potrete riposare nella dignità dell’immobilità).

Meditare è sinonimo di resa.

La meraviglia nella meditazione

C’è un’oscurità da cui sgorga tutto; un infinito potenziale creativo che zampilla dalla nostra vita a ogni istante.

Che cosa significa essere illuminati, se non essere sempre più spaziosi, contenere sempre più cose senza questa critica che muoviamo di continuo?

È una sensazione aperta a qualcosa che è oltre noi stessi.

Potete valutare la vostra pratica misurando il grado di separazione dall’altro e la lunghezza della lista riguardo le persone da perdonare.

Quando si accorcia, siamo più spaziosi e contenenti più moltitudini.

Ricorda: perdonando gli altri in realtà perdoni te.

Non pratichiamo per imparare a fluttuare senza più crisi irragionevoli, bensì per vivere fino in fondo.

Hai un valore.

Sei degno d’ Amore.

Non dimenticarlo.

La sicurezza interiore arriva quando acquisiamo la libertà di stare con ciò che c’è, senza evitare e razionalizzare.

E quando possedete questa resilienza la irradiate, influenzando gli altri.

Ciò non significa forzarsi a stare anche in una relazione tossica, ma avere maggiore discernimento.

La vita è esperienza da assaporare: sto sperimentando la sofferenza della situazione per poi rispondere adeguatamente o mi sto difendendo e sto reagendo ad essa?

Esplorare la mente Zazen

“L’universo visibile non sorge attraverso né indipendentemente degli esseri senzienti. L’aspetto visibile degli esseri senzienti sorge con quello dell’universo e l’universo diventa visibile in concomitanza”

Da “Open Secret, Wei Wu Wei

La mente ZAZEN è la mente limpida, fresca, che non gira a vuoto come un disco rotto; è quella che si sviluppa con la meditazione.

La pratica non consiste nel ripiegarvi in voi stessi e trastullarvi con determinate idee, ma lasciare che si manifestino (vederle apparire e poi scomparire) senza trattenerle invischiandovici e/o focalizzandovi troppo, rendendole così ancora più solide e dannose.

È l’ essere totale che si manifesta.. e noi non siamo frammenti di quell’essere totale, ma ne siamo parte, senza separazione con ciò che accade e ci accade.

Il nostro compito è fare esperienza di ciò che si sta manifestando senza tempo e senza spazio, nominarlo senza privarlo della sua vastità, accoglierlo, permettere, disidentificarsi, ammorbidirsi, confortarsi, senza giudicare.

In sostanza la nostra attenzione scivola costantemente tra quello che si sta manifestando per tornare al concetto di noi stessi.

Da oggi chiamate i momenti in cui “inciampate” piccoli cedimenti, teneramente; e ricordate: voler essere perfezionisti e dunque eccessivi in qualcosa ce ne fa trascurare altre, ugualmente importanti.

Potremmo ferire noi stessi e l’ altro.

Prestate un’attenzione acuta e gentile al momento presente.

Non avete più bisogno di sembrare docili ed accondiscendenti perché da piccoli provavate rabbia e paura ma non potevate esprimerle.

Ora potete sperimentare e poi lasciare andare: questo è il grado di libertà di cui si parla.

Noi siamo parte di un intero più grande; non c’è un io, né un essere fisso; poiché non c’è niente se non l’intero, c’è un sacco di spazio per apprezzare.

Ascoltate e ricevete la vostra mente ZAZEN.

La meraviglia nella meditazione

Lo ribadisco: la vita vera sta nell’incontrare l’Esistenza in modo aperto, sensibile; lasciare andare l’io difficile, imperfetto, rotto che credo di essere e le costanti manovre che ho bisogno di fare per poter affrontare la sofferenza che ne scaturisce, quel terrore ineluttabile ed indicibile.

Non considerate che è quella sofferenza che potrebbe indirizzarvi verso la vostra vita vera.

Con la pratica vi accorgete veramente e profondamente della sofferenza che state infliggendo a voi stessi ed agli altri.

Allora iniziate a “vedere” gli schemi che hanno guidato la vostra vita fino ad oggi, e la confusione e l’ irritazione si riducono considerevolmente e gradualmente.

Quando ne avete abbastanza, comincia il ritorno verso il vostro vero se’, ed una volta che comincia, il processo continuerà ad accelerare.

Sono momenti molto dolorosi: affiora molta della sofferenza che avete passato una vita a cercare di non sentire.

Come vi sentite in questo preciso momento? L’unica cosa che conta è sperimentare questo, e cercare di non arrecare danni mentre combattete le vostre battaglie.

Molti fattori rendono possibile questa svolta: meditare ogni giorno fa la differenza.

Ciò che leggete può fare la differenza.

Ciò di cui vi nutrite.

Ponetevi un’ abitudine virtuosa e praticatela con costanza.

Accrescerete la vostra lucidità, e la fiducia di essere abili ad affrontare ciò che c’è e ciò che siete, qui ed ora.

Esprimete l’ intenzione di cambiare gradualmente le abitudini disfunzionali.

Siate voi stessi, o meglio, siate il vostro vero Sé: allora inizierà la vostra vita di servizio, tesa a non arrecare danno alcuno e permanere nella consapevolezza del momento presente.

La meraviglia nella meditazione

Una pratica efficace cambia chiunque venga in contatto con essa.

Quando vediamo la nostra vita con compassione e consapevolezza, ci rendiamo conto che in realtà guadagniamo tanto in qualsiasi situazione, più di quanto possiamo immaginare mentre siamo in uno stato di ignoranza, ossia di non conoscenza profonda e di non interiorizzazione efficace.

Posso supportarti nella comprensione di questo ineffabile movimento che ci attira verso la Vita nella sua essenza: contattami.. e davanti ai tuoi occhi si apriranno scenari inenarrabili.

Grazie.

Chiara

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