Chiaramente

di Chiara Virzì
Ekadashi: il corpo austero degli yogi

Ekadashi: il corpo austero degli yogi

Un’importante pratica psico/spirituale e fisica

Ekadashi – digiuno o semi-digiuno – secondo la tradizione si pratica l’undicesimo giorno della luna calante e l’undicesimo giorno della luna crescente.

Il digiuno solo allo scopo di guarire il corpo in sanscrito è chiamato anashana, mentre il digiuno al fine del progresso fisico, mentale e spirituale è chiamato upavasa, che tradotto indica la capacità di stare vicino al Supremo.

Le diverse fasi della luna hanno un influsso sulla natura, in particolare sull’acqua; l’effetto più tangibile è dimostrato dalle maree.

Il corpo umano è composto per l’80% da acqua ed il cervello per quasi il 90%; non sorprende il fatto che le fasi della luna abbiano un profondo impatto sul suo funzionamento, in particolare sulle secrezioni e i succhi dell’apparato digerente e la linfa.  

È stato dimostrato che la Terra e la Luna si attraggono sempre, ma in certi giorni, a causa della maggiore vicinanza, questa attrazione diventa più forte.

La Luna è la più vicina alla Terra ed ha il più forte effetto gravitazionale sulle acque del pianeta.

È questa attrazione che causa il flusso ed il riflusso dei mari e degli oceani.

È giusto affermare che questo flusso e riflusso simile guidato dalla luna si verifichi anche nelle strutture biologiche.

La forza gravitazionale della luna influenza il liquido nel corpo umano, proprio come influenza l’acqua.

Ciò può portare a squilibri ormonali e nei fluidi corporei, se non ci si regola in armonia col cosmo ed i suoi ritmi naturali.

Ekadashi: il corpo austero degli yogi

I giorni di Ekadashi quindi sono stati scelti dagli antichi yogi sulla base di una profonda consapevolezza della relazione tra macrocosmo e microcosmo e sono i più favorevoli per il digiuno, perché c’è una maggiore facilità nell’astenersi dal cibo rispetto ad altri periodi del mese.

I benefici fisici del digiuno sono oramai conosciuti da tutti, ma farlo in questi giorni ne amplifica gli effetti disintossicanti e la rigenerazione di tutte le funzioni fisiologiche, dell’apparato digerente, respiratorio, circolatorio, aumentando la resistenza fisica e mentale.

Ridurre il consumo di cibo dunque, sia in varietà che in quantità, sarebbe davvero necessario, per ricevere la preziosa energia che caratterizza questi giorni. 

Il digiuno inoltre è tra i tapas (le pratiche ascetiche) più raccomandate, perché la moderazione del cibo tramite il digiuno e della parola tramite il silenzio, sono i metodi più efficaci per acquisire pace mentale, chiarezza e forza interiore.

Ekadashi: il corpo austero degli yogi

In questi giorni c’è una particolare energia spirituale, che si riceve nel momento in cui ci si astiene dal cibo. Per questo sarebbe una pratica molto importante anche per gli yogi moderni. 

In numerosi passi dei testi tradizionali dello yoga e come indicato dai grandi maestri, astenersi dal mangiare in quei giorni rimuove gli ostacoli, gli effetti del karma negativo e favorisce il risveglio di quelle qualità interiori e caratteriali, necessarie per realizzare la più elevata potenzialità della vita umana.

…Lo sapevi?

Secondo i Purāṇa, raccolta di miti e leggende indiane tramandate dai tempi antichi, per ogni Ekadashi viene descritta una particolare storia che ne sottolinea i benefici e le caratteristiche.

Per migliorare il progresso spirituale in questi giorni, si raccomanda di offrire il cibo risparmiato il giorno del digiuno a chi ne ha bisogno e di usare l’acqua risparmiata per annaffiare le piante. 

Ekadashi: il corpo austero degli yogi

 Vediamo le diverse modalità di seguire ekadashi..

l’ideale sarebbe un digiuno completo (solo due litri d’acqua); un’ altra alternativa è mangiare solo un pasto a base di verdure,

altrimenti praticare la monofagia, cioè il consumo di un solo alimento.

Sicuramente il consumo di cereali, legumi e prodotti animali è vivamente sconsigliato.

Il digiuno o semi-digiuno, dovrebbe incominciare da dopo la cena del giorno prima e terminare con la colazione del giorno dopo, con un pasto molto leggero.

Anche il pianeta, in quel giorno, si trova in uno stato particolare, come dicevamo; dunque, se manteniamo il corpo leggero e disponibile, la nostra consapevolezza si rivolgerà verso la nostra interiorità.

Attenzione: durante il digiuno è raccomandato NON eseguire attività con grande dispendio di energia o che richiedano grande forza fisica.

Si raccomandano attività semplici come camminata, yoga e pranayama, pratiche spirituali (sotto forma di meditazione e preghiera), studio.

Ekadashi: il corpo austero degli yogi

“C’è una dolcezza nascosta

in uno stomaco vuoto.

Noi siamo liuti, niente di più, niente di meno.

Se la cassa di risonanza

è piena di qualunque cosa, non c’è musica.

Se il cervello e la pancia sono purificati

dall’ardere del digiuno, in ogni momento

una nuova canzone sale da questo fuoco.

La nebbia si dirada, e una nuova energia

fa salire di corsa

i gradini che portano a te.” (Rumi)

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