Chiaramente

di Chiara Virzì
La tenda rossa ed il ritorno a casa

La tenda rossa ed il ritorno a casa

Dagli archetipi del femminino sacro e dal passaggio matriarcato / patriarcato alle “donne in rinascita”

Mi è stato dato il nome di Chiara: dal latino “famosa , luminosa , chiara”. Sono una donna, una sorella (non una suora, come avrebbe desiderato mio padre), un’amica, una mamma, un’amante, un’amata, un’amazzone, una cucciola .

Sono tutto e niente, O MEGLIO : sono nel TUTTO ANCORA INDEFINITO, INESPLORATO, CANGIANTE, A VOLTE PERCEPITA COME EVANESCENTE.

Fin da piccola ero stata attratta dal tema del femminile; provenendo da un paesino dell’entroterra in cui la donna era ancora sottomessa all’uomo, decisi di trovare la strada dell’EMANCIPAZIONE, da non confondere col femminismo esasperato (gli estremismi non mi hanno mai attratta). Fiera della mia femminilità , continuavo a coltivarla e custodirla .

Avevo appena dieci anni quando scelsi di intraprendere un percorso arduo e iniziare a sperimentare come una donna può risorgere dalle ceneri, fin dalla più tenera età. E’ la Vita che la abita che fa accadere questo evento che sembra avere del magico inesprimibile… la stessa essenza che nell’età dello sviluppo le permetterà di procreare, perpetrando la Vita stessa, la quale in mille forme va avanti sempre e comunque , lasciandoci spesso stupiti ed ammutoliti di fronte a cotanta bellezza ed inebriante splendore misterioso.

La tenda rossa ed il ritorno a casa

Durante gli studi universitari fui subito attratta dalla Grande Madre Junghiana, l’archetipo che il noto psicanalista identificava con gli elementi portanti ed imponenti della natura (la montagna , il mare…).

Successivamente venni a conoscenza della teoria secondo la quale in tempi lontani vigeva il matriarcato; un tempo in cui sembra le donne reggessero in pace la propria comunità, non esisteva la famiglia nucleare (i figli venivano accuditi dall’intera comunità) e non si applicava il concetto di “possesso “ (riferito alle persone) o “proprietà” (riferito alle cose).

Sempre in tempi che paiono così remoti rispetto a noi, presso le tribù dei nativi Americani si celebrava un rito particolare in onore alle donne: era stata riservata loro una tenda rossa in cui si rifugiavano durante i giorni del mestruo, accudite dall’anziana della Comunita’.

La ragione era la seguente: era stato appurato che durante quei giorni particolari i sogni delle giovani donne fossero più lucidi, intensi, ricchi di intuizioni e nel contempo rivelatori e premonitori; potevano giovare alla sopravvivenza stessa della Comunità. La “conditio sine qua non”era il raccoglimento in sé stesse, il silenzio, la creazione del vuoto attorno a loro stesse..in modo da poter essere riempite da quanto voleva manifestarsi .

Donne quale “strumento recettivo prezioso” dunque.

La tenda rossa ed il ritorno a casa

Ad oggi, in Occidente, della tenda rossa resta un incontro settimanale in cui le donne cercano di confrontarsi su temi importanti e qualche evento nazionale sparuto; ma cosa resta dello spirito di Comunità?

Così, ho deciso di tentare un’impresa: provare a ricrearla, anche a distanza ma unendo tutta Italia (per cominciare); ho fondato un gruppo a marzo (mese in cui sono nata), che prende il nome di “DONNE IN RINASCITA”.

Donne di differenti provenienze, età e credi, unite dallo stesso spirito indomito dell’Amore incondizionato e da un unico scopo: tornare ad essere INSIEME, arricchite dalle diversità ed in una nuova, innestata concezione di Comunità, in cui il supporto è globale, morale come economico, qualora la situazione lo richieda.

In questo non potevo non essere coadiuvata da una leonessa dell’Aspromonte, L. , la cui Vita testimonia quanto questo sogno/desiderio sia ancora vivo e sveglio. Tutte le donne appartenenti al gruppo (siete invitate a prenderne parte !) si donano smisuratamente le une alle altre con una ricompensa d’eccezione: sentirsi parti attive di un UNIVERSO D’AMORE, ricolme di una gioia che ha dello straordinario e che cresce in un’abbondanza incalcolabile ed inestimabile giorno dopo giorno, producendo cambiamenti, vittorie, scoperta di risorse sconosciute, superamento di limiti e convinzioni/credenze limitanti.

La tenda rossa ed il ritorno a casa

Allora comprendo quanto nel nostro piccolo possiamo fare tanto… basta crederci e lavorare sodo… divenendo felici ed instancabili, perché la grandezza della causa ricompensa ogni fatica, come l’ebbrezza sublime che si prova quando, dopo chilometri che paiono interminabili di impervie salite scoscese, giungi alla vetta della “tua “ montagna tanto agognata.

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